Mondo del lavoro | dicembre 17, 2008
Trovare il lavoro dei sogni

Capita che le persone si stupiscano che io riesca a vivere con il lavoro creativo. Oppure, i giovani mi chiedono come fare ad entrare in questo settore.
Con questo articolo spero di fornire una mappa a tutti coloro che si sono “persi” mentre cercavano il loro lavoro ideale.
Smitizzate il lavoro dei sogni
Nessun lavoro è rose e fiori, nemmeno il dottore o l’astronauta, nemmeno la pop star o la velina. Indagate sul vostro lavoro dei sogni, per esempio leggendo interviste e blog di persone già affermate. O, meglio ancora, contattateli direttamente.
Scoprirete che hanno un mucchio di problemi, dai clienti che non collaborano ai colleghi invidiosi, proprio come in qualsiasi altro lavoro.
Potreste scoprire, inoltre, che in realtà il vostro lavoro dei sogni è molto diverso da come viene dipinto dai media.
Per esempio, lo sapevate che gli addestratori di delfini passano la maggior parte del tempo a scongelar loro il pesce, e non in vasca a nuotare con loro? O che devono immergersi anche in inverno e in condizioni di maltempo?
Appreso ciò, ecco che l’addestratore di delfini perde molto del fascino iniziale, non credete?
Individuate il vostro vero lavoro ideale
Prendetevi del tempo per rispondere a questa domanda: cos’è che potreste fare con competenza e soddisfazione, tutto il giorno tutti i giorni, senza sentire la fatica e immune all’accidia altrui? Ecco, quello è il vostro vero lavoro ideale.
Di solito questa consapevolezza non arriva subito: occorre del tempo per guardarsi dentro, valutare i propri hobby, i sogni e le aspirazioni. Anzi, spesso e volentieri l’illuminazione improvvisa si traduce solo in improvvisazione. Perciò diffidate sempre di queste idee fulminee, e concentratevi su quelle che maturano lentamente dentro di voi.
Allo stesso modo, separate le aspirazioni da ciò che effettivamente vi riesce meglio: se finora avete fatto il liceo scientifico, è inutile improvvisarsi grafici per sopperire al vostro bisogno di esprimervi.
Piuttosto, diventate bravi nel vostro lavoro e coltivate il vostro bisogno artistico come hobby personale (ma non fate sitarelli aggratis per amici e parenti, sminuireste sia voi stessi che la categoria dei grafici professionisti).

Agite verso l’obiettivo
Ora che avete individuato il vostro lavoro ideale, sarà facile elencare le competenze che vi servono (di sicuro non basta saper usare un software, serviranno altri studi) e non vi resta che scegliere il modo migliore di apprenderle: scuole, corsi, autodidatta, gavetta, ecc…
Tenete presente che la vostra professionlità sarà direttamente proporzionale al tempo e all’impegno che investirete. Quindi, per esempio, un corso serale di pochi mesi, per quanto intensivo, non potrà mai sopperire ad anni di sperimentazione autodidatta.
Inoltre, è importante coniugare insieme teorie “classiche” di base con la pratica e la sperimentazione personale. Non è pensabile apprendere qualsiasi mestiere senza conoscerne le regole attraverso le quali si è evoluto fino ad oggi; nè si può pretendere che esse bastino senza aggiornarsi, leggere e “provare sul campo” nuove teorie.

Sempre positivi
Nel corso della gavetta, sicuramente vi capiterà di dover scendere a compromessi o addirittura di dover fare temporaneamente altri lavori che non c’entrano un tubo col vostro lavoro ideale.
Che fortuna! Facendo altri lavori possiamo imparare tantissimo mettendoci nei panni degli altri!
Cosa prova una commessa, una cassiera, un cameriere o un barista quando si avvicina a noi? Quali sono le sue priorità e i suoi problemi nel soddisfare le richieste del cliente?
Non solo potremo scoprirlo, ma ci sarà utilissimo quando dovremo fronteggiare i nostri clienti del nostro lavoro ideale!
Nessun lavoro è umile o inadatto, ognuno è un piccolo mondo ricco di sorprese e che può fornirci grandi possiblità di fare meglio il nostro lavoro dei sogni.
Arroganza e critiche
Ogni critica è uno spunto per imparare.
Il giorno in cui nessuno mi criticherà o mi darà consigli significa che ho sbagliato qualcosa.
Non prendete mai sotto gamba le obiezioni che ricevete e mantenete la mente sempre aperta: questa è la chiave per “assorbire” nuove conoscenze e accumulare esperienza utile.
Chi fa la stessa cosa nello stesso modo “da XX anni” non sarà mai “esperto” come chi sa farla in X modi diversi ed è disponibile ad apprenderne di nuovi.
Ovviamente la verità sta nel mezzo: se sapete che una proposta o un dettaglio è funzionale, etico e “giusto” per una determinata situazione, difendete e motivate le vostre scelte.
Nei casi peggiori, proponete un compromesso accettabile. Vi stupirete di quanto è semplice convertire gli altri alle vostre idee!
“Professionista” è un atteggiamento
Non sminuitevi e non accettate vessazioni mascherate da compromessi. Sarete agli esordi e inesperti quanto volete, ma un professionista -anche se in erba- si riconosce subito dal valore che egli stesso si attribuisce.
Cambiamenti
Non lasciatevi spaventare: i cambiamenti sono sempre positivi!
Ripensare periodicamente alla propria vita, professionale e non, ci permette di correggere la rotta verso un equilibrio più felice per noi.
Questo consiglio si lega a doppio filo con l’essere positivi, di cui abbiamo appena parlato: perdiamo il lavoro? Troveremo nuovi stimoli altrove! Cambiamo casa: evviva, possiamo rivedere tutti i ritmi e approfittarne per correggere le vecchie abitudini che ci portiamo dietro! Andiamo all’estero? Una nuova avventura!
Un simile attegiamento ci permetterà di essere più forti e immuni alle difficoltà che incontreremo sul cammino.
Non mi resta che augurarvi buon viaggio verso il vostro lavoro dei sogni!



















