Si lavora in silenzio

lavoro meditativo

Il lavoro creativo è fatto di lunghe ore di silenzio, di chiusura al mondo per aprire la mente ad altri mondi.
La fine è lontana, e mentre procedi non puoi non domandarti se gli altri si ricordano ancora di te o aspettano il tuo prossimo pezzo.

Poi visiti una fiera e scopri che ti conoscono, si ricordano dei tuoi lavori pubblicati su internet. Ti chiamano su Skype perchè ti hanno letto su un forum o sul blog.

E capisci che sei sulla strada giusta, nè peggio nè meglio degli altri artisti sulla piazza ma con le capacità per ottenere spazio, contatti e relazioni.

Chi lavora nei settori creativi obbliga se stesso a dare il massimo e questo è giusto: non basta essere bravi, o sei bravissimo o non vai da nessuna parte. Ma a volte questa pressione si trasforma in ansia e ci toglie la serenità che porta all’estasi creativa che è il nostro vero pane. Ci dimentichiamo che, anche se non finiremo mai di imparare, siamo dei professionisti perciò il nostro operato è (o almeno dovrebbe essere) già oltre certi standard qualitativi di composizione, luce, teoria del colore, impaginazione, ecc…

Non lavorare per il pubblico, lavora per te stesso. Ma ricorda, nelle ore di distacco dal mondo, che là fuori c’è sicuramente qualcuno in attesa del tuo prossimo piccolo capolavoro.