Linfa Creativa | maggio 30, 2008

Profilo freelance: Francesco Bellesi

Scritto da Plastilina.

Francesco Bellesi è un freelance titolare dello Studio Grafico Modus che opera nella provincia di Macerata con alle spalle una lunga esperienza in agenzie di pubblicità e collaborazioni con aziende. Si occupa di immagine coordinata, pubblicità e design di prodotto collaborando con professionisti del settore che lo aiutano a realizzare i progetti a lui affidati.

I primi passi: da scrittore a grafico

Da studente, prima al liceo poi all’università, la passione per il disegno e la necessità di mantenersi agli studi lo hanno portato subito a contatto con la realtà del mondo della grafica, ma ha compreso ben presto che, al di là della necessaria preparazione tecnica, quello della comunicazione sarebbe stato l’unico settore in cui ogni genere di esperienza e conoscenza potesse dare il suo apporto prezioso.

All’inizio Francesco scriveva articoli per una piccola rivista a diffusione regionale, accompagnandoli spesso con dei disegni, fin quando ha avuto la possibilità di impaginare il suo lavoro davanti al computer, cogliendo al volo l’occasione di scoprire uno strumento che oggi gli è ormai famigliare. Dopo due anni di gavetta si sono presentate altre opportunità lavorative anche diverse tra loro, finché il freelancing gli è sembrato un punto d’arrivo, a scapito degli studi universitari, non completati.

“Il freelance oggi è soprattutto un imprenditore, e sono proprio le sue capacità in questo senso a decretarne o no il successo. Questo lavoro è strettamente collegato alla realtà sociale ed economica in cui operi, c’è molta differenza tra provincia e grande città, e tra Italia ed estero. E’ diversa la percezione stessa che i tuoi interlocutori hanno del tuo lavoro, di conseguenza limitarsi ad una realtà di provincia condiziona decisamente il proprio cammino formativo – spiega ai lettori di Linfa parlando della sua esperienza di libero professionista. – Quando ho cominciato il principale problema era l’assenza di un percorso formativo ben delineato da poter intraprendere. Oggi le cose sono diverse ma questo ha evidenziato, soprattutto per chi lavora in un mercato composto in prevalenza di piccole e medie imprese, un certo squilibrio nel rapporto con il cliente: spesso è proprio il cliente a non avere il giusto approccio agli strumenti comunicativi, non conoscendone meccanismi e potenzialità”.

“Il Creativo deve essere un imprenditore curioso, umile e attento a ciò che lo circonda”

Secondo Francesco un freelance dovrebbe affrontare questo mestiere con mentalità imprenditoriale, e senza la dovuta preparazione ci si incammina in una strada impervia anche per il più bravo dei grafici. Tra le caratteristiche che un buon freelance dovrebbe avere Bellesi dichiara che è necessaria molta curiosità, capacità di osservazione e sensibilità nel carpire quello che ci circonda, a cominciare dal cliente. “Ci vuole anche una certa dose di umiltà. Il freelance non smette mai di imparare, né di confrontarsi con gli altri”.

I grafici che si avvicinano alla professione da freelance si domandano come ci si procura nuovi clienti e progetti. Per Francesco è innanzi tutto importante il passaparola, dato che riconosce di non avere buone qualità commerciali, ma non è sufficiente.
“Il freelance, rispetto all’agenzia, può e deve instaurare con il cliente un rapporto molto più diretto: conta la persona che sei e la fiducia che sei in grado di guadagnarti. Il mercato è piuttosto saturo, la concorrenza, sia quella negativa degli pseudo-professionisti sia quella positiva dei veri professionisti, è tanta e il freelance deve essere abile nel gestire il tempo da dedicare alle pubbliche relazioni, piuttosto che alla progettazione e realizzazione. Sto valutando la possibilità di avvalermi di un Account, ma è una ricerca piuttosto delicata e ci vorrà tempo. Quanto alla promozione personale, bisogna ammettere che chi lavora in pubblicità in genere è il primo a non farne uso. Come si dice, spesso è proprio a casa dell’idraulico che c’è il rubinetto che perde”.

La parola “freelance” lascia presupporre che uno abbia parecchio tempo per se stesso, ma Francesco afferma che in realtà le ore che dedica al lavoro sono molte di più rispetto ad un dipendente. “Non c’è orario, ed è facile trovarsi al lavoro anche nei weekend o fino a notte fonda. Per quanto mi riguarda non è un problema, quando ne sento il peso capisco che è il momento di staccare la spina, ma mi è anche capitato di mollare tutto per godermi la prima volta di mio figlio in piscina, o per andare al supermercato. Cose semplici ma impensabili per uno che lavora come dipendente”.

Il territorio di caccia di un freelance a Macerata

Nessuno oggi può prescindere dall’utilizzo di strumenti comunicativi adeguati. Nel caso del target di Francesco, in particolare, si tratta spesso di piccole e medie aziende del Maceratese, in genere a conduzione familiare, che negli ultimi anni di congiuntura hanno capito l’importanza di dotarsi di certi strumenti. Tuttavia proprio gli effetti negativi dell’economia hanno portato ad una maggiore attenzione negli investimenti a tale proposito. “Purtroppo rimango sorpreso come ancora oggi, in aziende che devono confrontarsi con agguerriti concorrenti, a volte prevalga il “fai da te” e l’improvvisazione. Il territorio in cui opero vanta aziende leader nei propri settori, vedi Poltrona Frau, Tod’s, Arena Italia, Clementoni, Guzzini, ecc… Non c’è altrettanta eccellenza dal punto di vista delle Agenzie di comunicazione, quindi è normale rivolgersi ai grandi network milanesi. Ma esiste anche una miriade di piccoli artigiani emergenti, fuori target per le grandi agenzie. Questo è territorio di caccia per freelance e piccole agenzie, ma è possibile lavorare in maniera soddisfacente per entrambi solo con quelle aziende che hanno voglia di crescere e hanno abbandonato la mentalità strettamente provinciale”.

Lo Studio Modus crede che la specializzazione in un determinato ambito grafico sia un elemento vincente: “E’ premiante operare come professionista specializzato nel montaggio video o nello sviluppo di animazioni per il web, ma il mio lavoro consiste principalmente nell’assistere un’azienda in ogni azione che richieda comunicazione visiva, avvalendomi all’occorrenza del contributo di altri freelance specializzati nei vari settori”.

“I progetti più coinvolgenti sono quelli dove si lascia spazio alla ricerca”

Ogni esperienza è preziosa; quelle veramente negative che Francesco ha vissuto sono state causate da episodi di fiducia mal riposta nei confronti dei suoi stretti collaboratori, ma anche da questo ha potuto trarne preziosi insegnamenti.
“Tra i lavori più stimolanti ne ricordo più di uno, quindi in generale posso dire che per me sono più interessanti quei progetti che lasciano spazio per fare ricerca, coinvolgendo più aspetti della comunicazione visiva. Ricordo un progetto grafico per una rivista sportiva, in cui ho curato tutti gli aspetti, dalla testata alla selezione del taglio fotografico. Sicuramente la progettazione di oggettistica in argento mi ha dato la possibilità di esplorare l’iter creativo dal foglio bianco alla progettazione CAD, fino allo studio dei relativi strumenti di promozione pubblicitaria, dal catalogo all’espositore”.

“Un lavoro specializzato privo di riconoscimento professionale”

Francesco si è dato da fare e ora ha una sua clientela e se deve dare un consiglio ad un giovane che vuole intraprendere questa strada consiglia di affidarsi ad un buon commercialista per iniziare la propria attività continuando a collaborare con qualche agenzia fino a quando non si è creata una propria clientela: “E’ importante essere preparati sulle possibili esigenze di un cliente ed è vietatissimo improvvisare. A chi non ha precedenti esperienze lavorative, consiglio semplicemente di farne, prima di buttarsi nella libera professione. Credo che il mestiere del grafico stia vivendo uno dei momenti peggiori. Si tratta di un lavoro specializzato ma privo di qualsiasi riconoscimento di professionalità, se non limitato ad iniziative private di singole associazioni. Questo crea profondi contrasti, con giovani che credono di essere grafici perchè conoscono qualche software, e abili “pierre” in grado di vendere servizi senza conoscerne a fondo le dinamiche. Per contro, ci sono aziende che considerano superfluo rivolgersi a dei professionisti per fare comunicazione, mentre altre preferiscono rivolgersi a grandi agenzie, sperando che a grandi costi corrispondano grandi risultati”.

Con queste premesse, ed un mercato che sta operando una forte selezione su entrambi i fronti, non possiamo che aspettarci un futuro più roseo. Come si dice: peggio di così…

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