
Il ragioner Fantozzi (Paolo Villaggio) crocifisso perchè in disaccordo col capo.
E’ recente la polemica scoppiata in rete dopo che Caterina, 28enne italiana che lavora proficuamente all’estero, ha commentato via email un annuncio di stage della rivista Flash Art.
L’annuncio di stage per assistente di redazione recitava, tra l’altro:
Teniamo a precisare che, ahinoi, per almeno 8-10 mesi, il rimborso spese per uno stagista che deve imparare tutto, è minimo, quasi inesistente. Chiedete altrove quanto percepisce uno stagista. Preghiamo dunque di rispondere al presente annuncio solo a chi possiede i requisiti richiesti e a chi può mantenersi per parecchi mesi a Milano.
Ma se uno può mantenersi per 8-10 mesi a Milano, che bisogno ha di fare uno stage gratuito o quasi?
Non so voi, ma a me vengono in mente decine di modi più produttivi di usare quel tempo! Per esempio cercare un lavoro pagato, studiare e aggiornarsi, viaggiare all’estero per annusare che aria tira, fare vita sociale…
Ma lo stage fa curriculum…
Uno stage a cui non è seguita una assunzione è utile come una capra su un cavallo.
Immagina il tuo prossimo datore di lavoro intento a leggere il tuo CV costellato di stage: perchè dovrebbe assumerti come lavoratore pagato se nessun’altra azienda ti ha ritenuto abbastanza valido da assumerti prima di lui? Al massimo ti proporrà un altro stage, poi si vedrà…
Lo stage può essere un buon terreno per dimostrare il proprio valore: sei dinamico, propositivo, impari in fretta. Ti assumo.
Ma se l’azienda non assume, per lo stagista l’esperienza è uno spreco quasi completo. E sappiamo che quasi certamente a uno stagista ne subentra un altro, il rischio di essere scaricati è troppo alto rispetto al “periodo di formazione” dello stage.
Ma intanto imparo qualcosa…
Di nuovo, non ne vale la pena. Per imparare esistono i corsi specializzati, e le prime settimane di lavoro DOPO l’assunzione (sarebbe il periodo di prova, che per legge inizia dopo l’assunzione).
Mettiamo i puntini sulle I: l’azienda vuole che mi rechi lì gratis, e produca gratis. Dalla mia produzione di stagista l’azienda trae un profitto economico. In nome di cosa esattamente non devo percepire un compenso per questo? Anche se “stavo imparando” il lavoro l’ho fatto e va pagato. Se è inutilizzabile perchè non ho ottenuto una qualità di livello professionale, l’azienda non dovrebbe utilizzarlo.
Ma sono ancora giovane…
Che lo amiate o lo odiate, Steve Jobs ha detto una cosa saggia: “il nostro tempo è limitato”. Quindi ha un valore inestimabile, a prescindere dalla nostra esperienza e preparazione a un certo lavoro.
Un’azienda non può avere il nostro tempo gratis, nemmeno promettendo tutto il successo del mondo. Non può, punto. Come minimo, deve prevedere un adeguato rimborso spese.
Se dicevo di no avrebbero dato il posto a un altro…
Sì, a un altro pollo.
Ripeto: meglio cercare un lavoro pagato, di qualsiasi tipo, piuttosto che accettare l’ennesimo stage/tirocinio del nostro settore.
Il punto è avere, a volte, l’umiltà di accettare temporaneamente un lavoro diverso da quello scritto sulla nostra laurea o inciso nel nostro cuore.
Chi cerca il “lavoro dei sogni”, da una parte si sta chiudendo delle porte in faccia da solo e dall’altra accetta qualsiasi compromesso dietro la promessa di veder realizzati i propri desideri.
Se siete appena entrati nel mondo del lavoro, va bene fare un paio di stage ma scegliete quelli legali, che prevedono rimborsi adeguati oppure organizzati con i centri per l’impiego.

