Intrattenimento | marzo 3, 2010

Hollywood e la creatività riciclata

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Nella seconda parte del suo articolo, Wolfstep punta il dito a ragion veduta contro il proliferare dei sequel e le riesumazioni a cui stiamo assistendo nel mondo dell’intrattenimento.

E poi, dico: Transformers. Porca troia, e’ un cartone animato di 15 anni fa! E li stanno rifacendo tutti. TUTTI. Hanno cosi’ poche idee che stanno cannibalizzando la cultura di 20 anni fa per farci i film. Esaurite le idee cinematografiche, hanno iniziato a cannibalizzare i fumetti. E vai con X-Men. E l’uomo ragno. E masters of the universe. E 300.

Poi i videogiochi, uno ad uno, da Street Fighter a Lara Croft , fino a SuperMario.

Come dargli torto ora che è uscito perfino il lungometraggio di Astroboy, robottino giapponese nato nel 52? Milioni di dollari investiti su un’idea di mezzo secolo fa…

La risposta ovvia è che sono idee già collaudate, che hanno dimostrato di funzionare e portare soldi. Tanti soldi. Perciò le lasciano in cantina, come il vino, e le ripropongono agli ignari nipoti del pubblico originario.

Questa tendenza dall’aspetto puramente nostalgico è in realtà una catastrofe epocale, ed il motivo è presto detto.

I sintomi dell’intrattenimento riciclato

  • “titolo di film scelto a caso” 2, ma anche 3, 4, 5… Film che incassa non si cambia.
  • Si cannibalizza l’idea monetizzando tutto: si fa il maggior numero possibile di film, i fumetti, i romanzi, i musical, le figurine, gli abiti, i pupazzetti dell’Happy Meal.
    Mi preme far notare come questo comportamento delle major, ormai sistematico perchè fortemente renumerativo, sia parte integrante di un mio progetto nato nel ’97 e il cui business plan risale al 2001. Preveggenza?
  • Gli unici a non soffrire di tale sindrome sembrano essere i giapponesi, che continuano a sfornare tonnellate di manga e anime come 20 anni fa; tra i quali si nascondono alcune perle.

Alcune vittime illustri

  • Spiderman. Una intera trilogia sulla vita del supereroe più famoso del mondo è accettabile, sceneggiare ben 5 film è speculazione.
  • X-Men e supereroi Marvel in genere. Disney/Marvel ha in cantiere film su quasi ogni supereroe che sia vagamente conosciuto, insomma una sorta di lunghissimi spot pubblicitari che pagheremo con entusiasmo per andare a vedere. Sicuramente saranno molto belli, ma sempre manovra pubblicitaria è.
  • Batman e Superman. E’ ciclico: correndo dietro alla Marvel, la DC ogni tanto ci riprova.
  • Transformers, Astroboy, Alvin e compagnia bella. Scegliete un qualsiasi cartone o fumetto cult degli ultimi 30 anni e aggiungetelo alla lista dei potenziali revival.
  • Favole e folklore. Iniziando a scarseggiare argomenti appetibili nelle produzioni passate, la tattica più recente è quella di buttarsi sulle favole e romanzi che tutti conosciamo: Wolfman (L’Uomo Lupo), Alice nel Paese delle Meraviglie, re Artù e altri meno noti di cui parlerò dopo.

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L’aborto di nuove idee

Se i produttori si ostinano a finanziare soprattutto le vecchie idee, non ci sarà mai opportunità per quelle nuove.
I giovani autori o aspiranti tali si troveranno davanti solo porte chiuse, perchè non potranno garantire che la loro idea “funzioni”. Non importa quanto sia originale, studiata e sudata.
Non è stata testata sul mercato, quindi perchè un produttore dovrebbe accollarsi il rischio economico di una nuova idea quando ha a disposizione licenze di idee già collaudate, delle quali può facilmente calcolare il profitto?

Giovani autori in ostaggio

In questa situazione, cosa può fare un giovane autore per iniziare la carriera?

  • Realizzare qualcosa di straordinario e bussare a tutte le porte (anche quella della cantina). Dopo ANNI di tribolazioni forse potrà esordire con un piccolo budget a disposizione.
  • Lavorare come un carbonaio siberiano per diversi anni, mettendo da parte i soldi necessari per autoprodurre almeno un lavoro dimostrativo: il primo numero di un fumetto, un prototipo di board game, un trailer o un episodio pilota fatto in casa.
  • Rassegnarsi a lavorare su idee di altri, e a sentirsi dire un giorno sì e l’altro pure che “non deve distaccarsi troppo dalle linee guida” e “non deve metterci troppo del suo”.

Se dopo aver letto questo elenco non siete per nulla allettati, ne avete tutte le ragioni!
Ma non temete, c’è di peggio. Potreste diventare mescolautori.

Da autori a mostri: i mescolautori

I mescolatori sono quella razza mannara di autori ai quali viene affidata una idea altrui, acquistata in modo particolare. Per esempio, il produttore propone a un veterano autore di saghe fantasy di acquistare i diritti sui suoi romanzi per realizzare una serie tv “basata su” i romanzi stessi.
Quel “basato su” è un mostro di proporzioni apocalittiche, perchè significa che il produttore può fare quello che gli pare.

minestra_insettiVengono chiamati dei mescolautori -scusate, non riesco a chiamarli autori- che non si limitano ad adattare i romanzi alla TV, ma prendono ambientazione, titolo e nomi dei personaggi per creare polpettoni che nulla hanno a che fare con l’acclamato romanzo originario per il quale è stata pagata la licenza.
La scusa per queste grossolane operazioni di marketing di solito è “l’universo alternativo”, bella sparata per non dirci che ci stanno propinando nient’altro che una fanfiction* ad alto budget. (*storia liberamente scritta dai fan di un’opera, e basata su di essa)

Poco importa che il senso e il messaggio profondo veicolati dall’opera originaria evaporino completamente, tanto c’è il titolo famoso ad attirare il pubblico. I fan ne sono il più delle volte disgustati in varia misura; gli ignari si illudono che si tratti di qualcosa di nuovo, finchè non scoprono l’esistenza dei libri scritti 15 o 20 anni prima…

Alcune vittime illustri

  • La Spada della Verità. Una delle saghe fantasy più belle mai scritte, in versione telefilm si discosta sempre più dalla storia originaria fino a mantenere solo qualche accenno sporadico e i nomi dei personaggi.
  • Merlin. La serie TV attualmente in onda si intitola così, ma non trova nessun riscontro in nessuna leggenda su Merlino o Artù. Se l’intento era produrre un telefilm “fantasy e basta”, perchè prendere in giro il pubblico appoggiandosi a nomi leggendari che non c’entrano un piffero?
  • Avatar di James Cameron. Splendido oltre ogni dire, ma contiene tutto lo scibile creativo dell’ultimo mezzo secolo.

Sia chiaro, alcune di queste trasposizioni sono magnifiche, ma sputano in faccia al valore delle opere originarie. Se vuoi trasformare il mio libro in un film, è perchè vuoi veicolarne il messaggio: è quello che ha reso famoso il libro ed è con quello che farai i soldi.
Invece no, si prende la buccia e si sostituisce la polpa… bella fregatura.

In fin dei conti però non me la sento di prendermela troppo con gli americani: loro sono abbastanza pratici e autoironici da affrontare quest’epoca producendo roba riciclata e minestroni delle loro vecchie glorie. Noi italiani niente.

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