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	<title>FUrbina: lavoro, comunicazione e creatività</title>
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	<description>Il blog di Francesca Urbinati su lavoro, comunicazione e creatività.</description>
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		<title>Vita da creativi: due lezioni importanti</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 10:59:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Urbinati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita da creativi]]></category>
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		<description><![CDATA[Quante volte vi siete sentiti frustrati dalla mancanza di attenzione e feedback verso il vostro lavoro? Ebbene, c&#8217;è una buona notizia per voi! Credere in se stessi Esistono due categorie di creativi: quelli ipercritici verso se stessi e quelli che sono i più grandi fan delle loro stesse opere. Appartengo alla prima categoria: ritenevo inutile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quante volte vi siete sentiti frustrati dalla mancanza di attenzione e feedback verso il vostro lavoro? Ebbene, c&#8217;è una buona notizia per voi!</p>
<h3>Credere in se stessi</h3>
<p><img src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/francesca_urbinati_niki_batsprite_artflakes_poster_stampe_art_immagini-213x300.jpg" alt="" title="Il mio negozio online su ARTFLAKES.COM" width="213" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1192" />Esistono <strong>due categorie di creativi</strong>: quelli ipercritici verso se stessi e quelli che sono i più grandi fan delle loro stesse opere.</p>
<p>Appartengo alla prima categoria: ritenevo inutile pubblicare online i miei lavori, chi mai avrebbe avuto interesse a dargli più di una fuggevole occhiata?</p>
<p>In seguito, costruirmi un portfolio e diffondere le mie immagini online è diventata una esigenza per <strong>trovare lavoro</strong>.<br />
Eppure continuavo a non credere molto nella promozione di me stessa. Ci sono in giro tanti <strong>artisti famosi</strong> in grado di sfoggiare opere spettacolari. <strong>Potendo scegliere loro, chi mai avrebbe chiamato me?</strong></p>
<p>Per farla breve, solo da un anno ho &#8220;cambiato registro&#8221; e iniziato a <strong>impormi artisticamente</strong> pubblicando anche una <a href="http://www.nikibatsprite.com" title="serie a fumetti di Niki Batsprite" target="_blank">serie a fumetti</a>.</p>
<h3>Chi semina raccoglie</h3>
<p>La pubblicazione di <a href="http://www.nikibatsprite.com" title="serie a fumetti di Niki Batsprite" target="_blank">Niki Batsprite</a> ha risvegliato un inaspettato interesse che si è esteso ben oltre il semplice &#8220;mi piace&#8221; del pubblico e degli addetti ai lavori: alcuni giorni fa sono stata contattata dal portale tedesco <a href="http://www.artflakes.com/en/shop/francesca-urbinati" title="Francesca Urbinati su ARTFLAKES.COM" target="_blank">ARTFLAKES.COM</a> per <strong>vendere stampe delle mie immagini</strong>, sia quelle relative al fumetto che le illustrazioni.</p>
<h3>Due lezioni importanti</h3>
<p>Nello scambio di email col responsabile marketing di ARTFLAKES due frasi mi hanno illuminata.</p>
<blockquote><p>I saw your portfolio on Deviantart, more specific on your DAportfolio site.</p></blockquote>
<p>&#8220;Ho visto il tuo portfolio su Deviantart.&#8221;<br />
Solo di recente ho iniziato ad aggiornare regolarmente <a href="http://nime080.deviantart.com/gallery/" target="_blank">il mio portfolio su Deviantart</a>, più per raccogliere opinioni che con la speranza di ottenere contatti professionali.<br />
Evidentemente <strong>mi sbagliavo di grosso</strong>.</p>
<blockquote><p>We are not &#8220;only interested in a certain part&#8221; of your portfolio. We like your kind of style, so fell free to upload every image you like to!</p></blockquote>
<p>&#8220;Ci piace il tuo tipo di stile, perciò carica le immagini che preferisci&#8221;.<br />
Considero <strong>lo stile come una firma, un marchio di fabbrica</strong>. Scoprire che il mio è riconoscibile sia nelle cover fumettose di Niki Batsprite che nelle illustrazioni vere e proprie è stato stupefacente.</p>
<h3>D&#8217;ora in poi</h3>
<ol>
<li>La prima parola d&#8217;ordine è <strong>fare</strong>. Non importa se non sono pienamente soddisfatta del risultato, ciò è un bene perchè mi spingerà a migliorarmi di continuo.</li>
<li>La seconda parola d&#8217;ordine è <strong>diffondere</strong>. Non importa il mezzo. Un upload o una submission non costano nulla, ma di sicuro non ci danneggiano, anzi!</li>
</ol>
<h4>E tu, come consideri i tuoi lavori? Come ti presenti online? Raccontacelo nei commenti!</h4>
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		<title>Lavoro creativo: 5 segreti che nessuno ti ha mai detto</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 07:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Urbinati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
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		<category><![CDATA[strategie]]></category>

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		<description><![CDATA[Basta andare su qualsiasi forum di grafica per ricevere dai veterani risposte molto simili: il mercato è saturo, ci vuole passione e impegno, ecc&#8230; Anche le interviste ai professionisti sembrano fatte con lo stampino: scuola d&#8217;arte e poi, come per magia, il lavoro che ne porta altri e cambia la vita. Ma è davvero così? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/lavoro_creativo_10_segreti-150x150.jpg" alt="" title="lavoro_creativo_10_segreti" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1177" />Basta andare su qualsiasi forum di grafica per ricevere dai veterani risposte molto simili: il mercato è saturo, ci vuole passione e impegno, ecc&#8230;<br />
Anche le interviste ai professionisti sembrano fatte con lo stampino: scuola d&#8217;arte e poi, come per magia, il lavoro che ne porta altri e cambia la vita.<br />
Ma è davvero così? Lo svelerò tra poco.<br />
<span id="more-1176"></span><br />
<div id="attachment_1183" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/mercato_saturo.jpg"><img src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/mercato_saturo-150x150.jpg" alt="" title="mercato_saturo" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-1183" /></a><p class="wp-caption-text">Troppi aspiranti passeggeri per il treno del lavoro creativo.</p></div><br />
<h3>1. Il mercato è saturo&#8230; all&#8217;inizio</h3>
<p>Il boom informatico degli anni &#8217;90 ha diffuso l&#8217;idea che bastassero un computer e un programma di grafica per realizzare in casa ciò che prima poteva nascere solo nei grandi studi creativi.<br />
Una grande rivoluzione, che però ha portato al proliferare di sedicenti grafici e web designer: <strong>persone con poca o nessuna preparazione artistica</strong> ma che si propongono, spesso a prezzi stracciati, per piccoli <strong>lavori in nero</strong>.</p>
<p>Ciò ha prodotto una <strong>guerra dei prezzi che ha coinvolto anche i veri professionisti</strong>, in paradossale difficoltà nel comunicare ai clienti che il loro maggior prezzo è tale perchè include garanzie di qualità e serietà.</p>
<p>Un esordiente che oggi si affaccia sul mondo del lavoro creativo si trova in acque turbolente, in cui deve <strong>sgomitare tra branchi di &#8220;smanettoni&#8221; per emergere come professionista</strong>.</p>
<p><img src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/lavoro_non_paga-300x225.jpg" alt="" title="lavoro_non_paga" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-1184" /><br />
<h3>2. Non è un lavoro con cui si mangia</h3>
<p>E&#8217; possibile che vi troviate per molti anni in questa situazione.<br />
Ma, sarò cruda, <strong>è solo colpa vostra</strong>. Accettare una paga da fame pur di fare il lavoro che ci piace può andar bene per un paio d&#8217;anni, come apprendistato. Poi basta.</p>
<p><strong>Un conto è realizzare il proprio sogno, un conto guadagnarsi da vivere</strong>. Nel mondo dei lavori creativi non sempre si possono ottenere entrambe le cose, perciò bisogna essere flessibili nell&#8217;accettare altri lavori &#8220;tappabuchi&#8221; fino alla prossima occasione di rimettersi sui binari del nostro percorso professionale.</p>
<p>Purtroppo, davanti a questa scelta, <strong>molti giovani creativi</strong> si svendono o continuano a fare lavoretti in nero in attesa di tempi migliori&#8230; che non arriveranno mai se <strong>continuano a comportarsi come smanettoni e non come professionisti</strong>!<br />
Questo è, a mio avviso, <strong>uno dei più gravi errori che si possano fare</strong> in questo ambito.</p>
<p><div id="attachment_1185" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/time_consuming_blake_flynn.jpg"><img src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/time_consuming_blake_flynn-300x247.jpg" alt="" title="time_consuming_blake_flynn" width="300" height="247" class="size-medium wp-image-1185" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Time Consuming&quot; di Blake Flynn.</p></div><br />
<h3>3. Ci vuole tanta gavetta</h3>
<p>Non basta un corso di grafica più qualche lavoretto per inquadrare il mondo del lavoro creativo. Occorre molto più tempo, <strong>dai 5 ai 10 anni</strong> e possibilmente in <strong>realtà diverse</strong>: privati, pubblica amministrazione, web agency, studi grafici, aziende di diversi settori. Ognuna costituisce un mondo a parte con cui imparare a rapportarsi.</p>
<p>Tanto per dirne una, <strong>è folle iniziare l&#8217;avventura del freelance se non sapete vendervi</strong> <em>E</em> non avete la sicurezza di ricevere qualche commissione durante l&#8217;anno.</p>
<p>Per testare la vostra pasta imprenditoriale, provate a rispondere tutto d&#8217;un fiato a queste domande:</p>
<ol>
<li>Io cliente, perchè dovrei pagare proprio te?</li>
<li>Perchè non puoi farmi lo sconto?</li>
<li>Se sei un professionista, perchè non hai Partita IVA?</li>
<li>Elenca 3 tuoi pregi e 3 tuoi difetti.</li>
<li>Hai una strategia precisa per pubblicizzare la tua attività e aumentare il numero o il tenore dei tuoi clienti?</li>
<li>Sai perfettamente come funziona il meccanismo delle fatture, ritenute d&#8217;acconto e versamenti INPS in modo da non avere sorprese?</li>
</ol>
<p>Se avete esitato anche solo una volta, probabilmente non siete ancora pronti.</p>
<p><img src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/minions.jpg" alt="" title="minions" width="300" height="308" class="alignright size-full wp-image-1187" /><br />
<h3>4. Specializzarsi VS saper fare tutto</h3>
<p>Una strada che all&#8217;inizio non paga, ma alla lunga dà buoni frutti è quella di <strong>specializzarsi</strong> su un aspetto particolare. Un aspetto eh, non un software!</p>
<p>Questa scelta comporta un iniziale calo di lavoro, sia perchè dovremo dedicare del tempo per approfondire e sperimentare l&#8217;argomento che abbiamo scelto, sia perchè occorrerà filtrare le proposte che non c&#8217;entrano nulla.<br />
Se però sapremo <strong>valorizzare e pubblicizzare la nostra specializzazione</strong>, i clienti che necessitano di una professionalità ben definita avranno ben poca scelta oltre a chiamare noi. Che a questo punto avremo un&#8217;arma in più rispetto alla concorrenza e potremo pretendere di fare il prezzo.</p>
<p>Bisogna dire che <strong>la strategia della specializzazione funziona meglio in alcuni settori piuttosto che in altri</strong>, e che in Italia regna una mentalità per la quale si tende ad affidare a una persona il lavoro di 3 figure professionali diverse.<br />
Nonostante ciò, nella mia esperienza ho incontrato diverse persone che hanno seguito la strada della specializzazione e i frutti sono stati proficui.</p>
<p>Riguardo al saper fare tutto, bisogna prendere il consiglio con le pinze: le parole giuste sarebbero <strong>bisogna sapere <em>come si fa</em> tutto</strong>.<br />
Questo è un altro dei motivi per i quali nel mondo del lavoro creativo occorrono molti anni di gavetta: non saprete mai fare tutto, ma nel tempo passato accanto a capi-colleghi-clienti accumulerete una valanga di nozioni teoriche su come affrontare numerose situazioni, dalle problematiche tecniche al cliente che non paga.</p>
<p>Calare sul tavolo <strong>diverse soluzioni</strong>, spiegandone i pro e i contro, e <strong>consigliare il cliente</strong> nella scelta più adatta a lui sono capacità fondamentali per <strong>collegare la propria specializzazione agli altri rami del lavoro creativo</strong>.<br />
In questo scenario il professionista diventa realmente utile al cliente, che può affidargli serenamente il suo problema.</p>
<p><img src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/dr_house_tutti_mentono-300x187.jpg" alt="" title="" width="300" height="187" class="alignright size-medium wp-image-1188" /><br />
<h3>5. I clienti mentono</h3>
<p>I clienti (capi o committenti) del lavoratore creativo sono come i pazienti del famoso Dr. House: <strong>mentono</strong>.</p>
<p>Dicono che vogliono un sito in Flash, in realtà vogliono un sito con qualche animazione o effetto accattivante che si può ottenere con JavaScript.<br />
Vogliono un restyling del prodotto, ma senza cambiare il prodotto. Cioè vogliono una soluzione per aumentare le vendite del prodotto così com&#8217;è.<br />
Dicono che pagheranno puntuali, e al dunque rimandano.<br />
<strong><br />
Capire cosa si aspettano da noi è il nostro compito più arduo</strong>: non dobbiamo soltanto offrire una soluzione, dobbiamo innanzitutto individuare il vero motivo per cui si sono rivolti a noi. E avere, a volte, la franchezza di indirizzarli altrove.<br />
Altrimenti il sito in Flash più bello del mondo si affiancherà immancabilmente a un cliente insoddisfatto.</p>
<p>La nostra reputazione ne soffrirà.<br />
E, credetemi, <strong>nel lavoro creativo la reputazione è tutto</strong>.</p>
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		<title>Lavorare gratis</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 07:00:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Urbinati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; recente la]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_1170" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/stagisti_come_fantozzi-300x123.jpg" alt="" title="stagisti_come_fantozzi" width="300" height="123" class="size-medium wp-image-1170" /><p class="wp-caption-text">Il ragioner Fantozzi (Paolo Villaggio) crocifisso perchè in disaccordo col capo.</p></div>E&#8217; recente la <a href="<a href="http://letteraviola.it/2011/10/imprenditore-da-della-mignotta-a-una-disoccupata-in-cerca-di-lavoro-foto/">polemica</a> scoppiata in rete dopo che Caterina, 28enne italiana che lavora proficuamente all&#8217;estero, ha commentato via email un annuncio di stage della rivista Flash Art.<br />
<span id="more-1145"></span><br />
L&#8217;annuncio di stage per assistente di redazione recitava, tra l&#8217;altro:</p>
<blockquote><p>Teniamo a precisare che, ahinoi, <strong>per almeno 8-10 mesi, il rimborso spese per uno stagista che deve imparare tutto, è minimo, quasi inesistente</strong>. Chiedete altrove quanto percepisce uno stagista. Preghiamo dunque di rispondere al presente annuncio solo a chi possiede i requisiti richiesti e a <strong>chi può mantenersi per parecchi mesi a Milano</strong>.</p></blockquote>
<p>Ma se uno può mantenersi per 8-10 mesi a Milano, che bisogno ha di fare uno stage gratuito o quasi?<br />
Non so voi, ma a me vengono in mente <strong>decine di modi più produttivi di usare quel tempo</strong>! Per esempio cercare un lavoro pagato, studiare e aggiornarsi, viaggiare all&#8217;estero per annusare che aria tira, fare vita sociale&#8230;</p>
<h3>Ma lo stage fa curriculum&#8230;</h3>
<p>Uno stage a cui non è seguita una assunzione è utile come una capra su un cavallo.</p>
<p>Immagina il tuo prossimo datore di lavoro intento a leggere il tuo CV costellato di stage: <strong>perchè dovrebbe assumerti come lavoratore pagato se nessun&#8217;altra azienda ti ha ritenuto abbastanza valido da assumerti prima di lui?</strong> Al massimo ti proporrà un altro stage, poi si vedrà&#8230;</p>
<p>Lo stage può essere un buon terreno per dimostrare il proprio valore: sei dinamico, propositivo, impari in fretta. Ti assumo.<br />
Ma se l&#8217;azienda non assume, per lo stagista l&#8217;esperienza è uno spreco quasi completo. E sappiamo che quasi certamente a uno stagista ne subentra un altro, <strong>il rischio di essere scaricati è troppo alto</strong> rispetto al &#8220;periodo di formazione&#8221; dello stage.</p>
<h3>Ma intanto imparo qualcosa&#8230;</h3>
<p>Di nuovo, non ne vale la pena. Per imparare esistono i corsi specializzati, e le prime settimane di lavoro DOPO l&#8217;assunzione (sarebbe il periodo di prova, che per legge inizia dopo l&#8217;assunzione).<br />
Mettiamo i puntini sulle I: l&#8217;azienda vuole che mi rechi lì gratis, e produca gratis. <strong>Dalla mia produzione di stagista l&#8217;azienda trae un profitto economico. In nome di cosa esattamente non devo percepire un compenso per questo?</strong> Anche se &#8220;stavo imparando&#8221; <strong>il lavoro l&#8217;ho fatto e va pagato.</strong> Se è inutilizzabile perchè non ho ottenuto una qualità di livello professionale, l&#8217;azienda non dovrebbe utilizzarlo.</p>
<h3>Ma sono ancora giovane&#8230;</h3>
<p>Che lo amiate o lo odiate, Steve Jobs ha detto una cosa saggia: <strong>&#8220;il nostro tempo è limitato&#8221;. Quindi ha un valore inestimabile</strong>, a prescindere dalla nostra esperienza e preparazione a un certo lavoro.<br />
<strong>Un&#8217;azienda non può avere il nostro tempo gratis</strong>, nemmeno promettendo tutto il successo del mondo. Non può, punto. Come minimo, deve prevedere un adeguato rimborso spese.</p>
<h3>Se dicevo di no avrebbero dato il posto a un altro&#8230;</h3>
<p>Sì, a un altro pollo.<br />
Ripeto: <strong>meglio cercare un lavoro pagato</strong>, di qualsiasi tipo, piuttosto che accettare l&#8217;ennesimo stage/tirocinio del nostro settore.<br />
Il punto è avere, a volte, l&#8217;umiltà di accettare temporaneamente un lavoro diverso da quello scritto sulla nostra laurea o inciso nel nostro cuore.<br />
Chi cerca il &#8220;lavoro dei sogni&#8221;, da una parte si sta chiudendo delle porte in faccia da solo e dall&#8217;altra accetta qualsiasi compromesso dietro la promessa di veder realizzati i propri desideri.</p>
<p>Se siete appena entrati nel mondo del lavoro, <strong>va bene fare un paio di stage ma scegliete quelli legali, che prevedono rimborsi adeguati</strong> oppure organizzati con i centri per l&#8217;impiego.</p>
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		<title>20 splendide immagini invernali più una</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 07:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Urbinati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Linfa Creativa]]></category>
		<category><![CDATA[documentazione]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[immagini]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[
<a href='http://blog.furbina.it/20-splendide-immagini-invernali-piu-una/flickr_brian_hefele/' title='flickr_brian_hefele'><img width="150" height="150" src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/flickr_brian_hefele-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Brian Hefele" title="flickr_brian_hefele" /></a>
<a href='http://blog.furbina.it/20-splendide-immagini-invernali-piu-una/flickr_captpiper/' title='flickr_CaptPiper'><img width="150" height="150" src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/flickr_CaptPiper-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="CaptPiper" title="flickr_CaptPiper" /></a>
<a href='http://blog.furbina.it/20-splendide-immagini-invernali-piu-una/flickr_dawn_perry/' title='flickr_dawn_perry'><img width="150" height="150" src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/flickr_dawn_perry-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Dawn Perry" title="flickr_dawn_perry" /></a>
<a href='http://blog.furbina.it/20-splendide-immagini-invernali-piu-una/flickr_dolfi_kelehen/' title='flickr_dolfi_kelehen'><img width="150" height="150" src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/flickr_dolfi_kelehen-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Kelehen" title="flickr_dolfi_kelehen" /></a>
<a href='http://blog.furbina.it/20-splendide-immagini-invernali-piu-una/flickr_ingodoering/' title='flickr_ingodoering'><img width="150" height="150" src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/flickr_ingodoering-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Ingodoering" title="flickr_ingodoering" /></a>
<a href='http://blog.furbina.it/20-splendide-immagini-invernali-piu-una/winter-feed/' title='Winter Feed'><img width="150" height="150" src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/flickr_jamarmstrong-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="jam Armstrong" title="Winter Feed" /></a>
<a href='http://blog.furbina.it/20-splendide-immagini-invernali-piu-una/flickr_jazonz/' title='flickr_jazonz'><img width="150" height="150" src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/flickr_jazonz-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Jazonz" title="flickr_jazonz" /></a>
<a href='http://blog.furbina.it/20-splendide-immagini-invernali-piu-una/flickr_kansas_poetry/' title='flickr_kansas_poetry'><img width="150" height="150" src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/flickr_kansas_poetry-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Kansas Poetry" title="flickr_kansas_poetry" /></a>
<a href='http://blog.furbina.it/20-splendide-immagini-invernali-piu-una/flickr_knitting_iris/' title='flickr_knitting_iris'><img width="150" height="150" src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/flickr_knitting_iris-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Knitting Iris" title="flickr_knitting_iris" /></a>
<a href='http://blog.furbina.it/20-splendide-immagini-invernali-piu-una/luftaufnahme-von-einer-winterlichen-landschaft-mit-baumreihe-im-gegenlicht-in-der-nahe-von-bad-tolz/' title='flickr_leidorf'><img width="150" height="150" src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/flickr_leidorf-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Leidorf" title="flickr_leidorf" /></a>
<a href='http://blog.furbina.it/20-splendide-immagini-invernali-piu-una/flickr_mmarcel222/' title='flickr_mmarcel222'><img width="150" height="150" src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/flickr_mmarcel222-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="mmarcel222" title="flickr_mmarcel222" /></a>
<a href='http://blog.furbina.it/20-splendide-immagini-invernali-piu-una/flickr_rmaspero/' title='flickr_rmaspero'><img width="150" height="150" src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/flickr_rmaspero-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Rmaspero" title="flickr_rmaspero" /></a>
<a href='http://blog.furbina.it/20-splendide-immagini-invernali-piu-una/flickr_snogun/' title='flickr_snogun'><img width="150" height="150" src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/flickr_snogun-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Snogun" title="flickr_snogun" /></a>
<a href='http://blog.furbina.it/20-splendide-immagini-invernali-piu-una/olympus-digital-camera/' title='picasa_tartumaa'><img width="150" height="150" src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/picasa_tartumaa-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Tartumaa" title="picasa_tartumaa" /></a>
<a href='http://blog.furbina.it/20-splendide-immagini-invernali-piu-una/somethingwondering-blogspot-com/' title='somethingwondering.blogspot.com'><img width="150" height="150" src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/somethingwondering.blogspot.com_-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Somethingwondering.blogspot.com" title="somethingwondering.blogspot.com" /></a>
<a href='http://blog.furbina.it/20-splendide-immagini-invernali-piu-una/studentsoftheworld-info/' title='studentsoftheworld.info'><img width="150" height="150" src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/studentsoftheworld.info_-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Studentsoftheworld.info" title="studentsoftheworld.info" /></a>
<a href='http://blog.furbina.it/20-splendide-immagini-invernali-piu-una/hallstatt_austria_majesticity-wordpress-com/' title='hallstatt_austria_majesticity.wordpress.com'><img width="150" height="150" src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/hallstatt_austria_majesticity.wordpress.com_-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Hallstat, Austria. Majesticity.wordpress.com" title="hallstatt_austria_majesticity.wordpress.com" /></a>
<a href='http://blog.furbina.it/20-splendide-immagini-invernali-piu-una/quebec_fr-wikipedia-org/' title='quebec_fr.wikipedia.org'><img width="150" height="150" src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/quebec_fr.wikipedia.org_-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Quebec da fr.wikipedia.org" title="quebec_fr.wikipedia.org" /></a>
<a href='http://blog.furbina.it/20-splendide-immagini-invernali-piu-una/centralpark-com/' title='centralpark.com'><img width="150" height="150" src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/centralpark.com_-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Centralpark.com" title="centralpark.com" /></a>
<a href='http://blog.furbina.it/20-splendide-immagini-invernali-piu-una/deviantart_karil/' title='deviantart_karil'><img width="150" height="150" src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/deviantart_karil-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Karil" title="deviantart_karil" /></a>
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		<title>10 trucchi per il successo creativo</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 15:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Urbinati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita da creativi]]></category>
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		<description><![CDATA[Sognate di essere riconosciuti e ammirati per il vostro estro creativo, ma non sapete da dove cominciare? Ecco una check-list che può mettervi nella direzione giusta. Siate attivi, positivi, propositivi. In una parola, aperti. Questo stato d&#8217;animo si trasmetterà alle persone che avete intorno, condizionandole positivamente. Ne gioverete entrambi. Yes, we can think different. Messi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/trucchi_successo_creativo-300x207.jpg" alt="" title="trucchi_successo_creativo" width="300" height="207" class="alignright size-medium wp-image-1096" /><br />
Sognate di essere riconosciuti e ammirati per il vostro estro creativo, ma non sapete da dove cominciare? Ecco una <em>check-list</em> che può mettervi nella direzione giusta.<br />
<span id="more-1095"></span></p>
<ol>
<li>Siate <strong>attivi</strong>, <strong>positivi</strong>, <strong>propositivi</strong>. In una parola, aperti. Questo stato d&#8217;animo si trasmetterà alle persone che avete intorno, condizionandole positivamente. Ne gioverete entrambi.</li>
<li><strong>Yes, we can think different</strong>. Messi insieme, i due slogan di Barack Obama e Steve Jobs hanno una potenza atomica. Non datevi limiti. Pensate diversamente. Cercate il nuovo e la sorpresa in ogni piccola cosa del quotidiano. Spingete gli altri a fare altrettanto.</li>
<li><strong>Osservate, ascoltate, leggete</strong>. Non si sa mai quale dettaglio parcheggiato nella memoria si trasformerà in una idea creativa. Collezionate più input che potete!</li>
<li><strong>Nessuno farà il lavoro sporco per voi</strong>. Qualsiasi idea o progetto vogliate realizzare, rimboccatevi le maniche per primi e dimostrate che &#8220;si può fare&#8221;. Solo allora gli altri vi seguiranno.</li>
<li><strong>Potete iniziare mille imprese, ma verrete ricordati solo per una</strong>.</li>
<li><strong>Portate a termine gli obiettivi</strong>, uno alla volta, nel migliore dei modi possibili. Raggiungere uno scopo vi darà soddisfazione, appagamento e autostima per tuffarvi sul prossimo progetto.</li>
<li><strong>Fate e mostrate</strong>. Lasciate che siano gli altri a diffondere il passaparola su di voi e sui vostri risultati.</li>
<li>Ricordate che <strong>i vostri idoli o il boss dell&#8217;azienda sono esseri umani come voi</strong>. Se li mettete su un piedistallo o provate soggezione in loro presenza, non otterrete altro che perdere la stima in voi stessi (e trasmettere agli altri che non ne avete!).</li>
<li><strong>Partite in piccolo</strong>. Il successo non arriverà nè domani nè dopo domani, perciò <strong>non camminate guardando l&#8217;orizzonte, ma dove mettete i piedi</strong>. Datevi piccoli obiettivi, per esempio realizzare un certo numero di illustrazioni tematiche entro un anno, finire il libro che avete nel cassetto o sperimentare quella procedura che avete pensato per ottimizzare il lavoro in ufficio.</li>
<li><strong>Resistete ad oltranza</strong>. Non lasciatevi deviare o abbattere dalle difficoltà. I vostri idoli non sono altro che persone come voi che hanno tenuto duro, facendo scelte a volte difficili per arrivare dove sono. Difficilmente li sentirete parlarne perchè a conti fatti vince la soddisfazione, ma se volete seguire le loro orme dovrete farlo nel Bene e nel Male.</li>
</ol>
<h4>Avete altri trucchi o suggerimenti da aggiungere alla lista? Condivideteli nei commenti!</h4>
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		<title>Creatività: come creare il proprio stile</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 06:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Urbinati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita da creativi]]></category>
		<category><![CDATA[autore]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[carriera]]></category>
		<category><![CDATA[creativo]]></category>
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		<category><![CDATA[tecnica]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo post nasce da una discussione tra ex-allievi dell&#8217;Istituto d&#8217;Arte di Urbino, quando Laura Baldini ha pubblicato su Facebook un video di Toccafondo. La tecnica e la poetica di Toccafondo mi riportano a scuola ad Urbino&#8230; ricordo che in molti si copiava la sua tecnica&#8230; e lo stesso modo di utilizzare i colori e farli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/toccafondo_animazione.jpg"><img src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/toccafondo_animazione.jpg" alt="" title="toccafondo_animazione" width="590" height="300" class="aligncenter size-full wp-image-1064" /></a><br />
Questo post nasce da una discussione tra ex-allievi dell&#8217;Istituto d&#8217;Arte di Urbino, quando Laura Baldini ha pubblicato su Facebook un video di Toccafondo.<br />
<span id="more-1062"></span></p>
<p style="text-align: center;"><object type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/lhtkUS24lXY&fs=1&rel=0&hd=1&showinfo=0"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/lhtkUS24lXY&fs=1&rel=0&hd=1&showinfo=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="wmode" value="transparent" /></object></p>
<blockquote><p>La tecnica e la poetica di Toccafondo mi riportano a scuola ad Urbino&#8230; ricordo che in molti si copiava la sua tecnica&#8230; e lo stesso modo di utilizzare i colori e farli &#8216;vibrare&#8217; così.</p></blockquote>
<p>La distinzione tra copiare o ispirarsi è spesso l&#8217;osso duro di ogni artista esordiente, prima o poi ci passano tutti. Ma non è una fase negativa, anzi la ritengo fondamentale per un <strong>sano sviluppo creativo</strong>.</p>
<h3>Scegliere la tecnica</h3>
<p>Dal punto di vista tecnico, copiare i procedimenti altrui è un utile esperimento per capire qual&#8217;è quello più adatto a noi. E mentre proviamo acquistiamo <strong>manualità e precisione</strong>. Una volta provati un certo numero di tecniche, potremmo anche mischiarle o inventarne una nuova, con forme, materiali o passaggi mai provati prima.<br />
A volte l&#8217;affinamento di una particolare tecnica è dovuto a situazioni logistiche o personali. <span style="display: none;">Per esempio l&#8217;amore di <a href="http://duncan.furbina.it">Daniele Garbugli</a> per i pennarelli lo porta a preferire la colorazione manuale a quella digitale.</span></p>
<p><img src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/assimilare_stile_creativo-150x150.jpg" alt="" title="assimilare_stile_creativo" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1070" /><br />
<h3>Verrete assimilati</h3>
<p>Lo stile non c&#8217;entra niente con la tecnica, ma gli dà quel tratto distintivo e personale che <strong>fa la differenza tra un artista e l&#8217;altro</strong>. E&#8217; inutile cercare di riprodurre lo stile del nostro manga preferito, anche se pensiamo che abbia i disegni più belli del mondo. Per sperare di fare un minimo di <strong>carriera artistica</strong>, dobbiamo sperimentare 10, 100, 1000 stili diversi e fagocitare altrettante produzioni altrui.<br />
Proprio come i temuti borg di Star Trek, la parola d&#8217;ordine è <strong>assimilare</strong> più dettagli possibili e confidare nella straordinaria capacità del nostro cervello di <strong>sintetizzare</strong> la marea di informazioni che riceve. Nel migliore dei casi questo processo naturale <strong>richiede anni, e così dev&#8217;essere</strong>. E&#8217; uno dei motivi per cui diventare illustratori o creativi professionisti è così complicato.</p>
<p><div id="attachment_1083" class="wp-caption alignright" style="width: 201px"><a href="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/laura_baldini_2011_mr_smoke_matita_inchiostro_su_carta.jpg"><img src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/laura_baldini_2011_mr_smoke_matita_inchiostro_su_carta-191x300.jpg" alt="" title="laura_baldini_2011_mr_smoke_matita_inchiostro_su_carta" width="191" height="300" class="size-medium wp-image-1083" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Mr. Smoke&quot; di Laura Baldini, matita e inchiostro su carta.</p></div><br />
<h3>Studiare e documentarsi</h3>
<p>Uh, che parole noiose!<br />
Non è poi così male&#8230; a patto che vogliate davvero <strong>trasformare il vostro hobby in professione</strong>. Il punto è che si può anche imparare con tanta pratica, ma la strada diventa molto più semplice quando alcune indicazioni ci vengono fornite papali papali da un mentore. Per semplificare, ecco alcune <strong>occasioni di assimilare</strong> tipiche della vita quotidiana:</p>
<ul>
<li><strong>Leggere libri e fumetti.</strong> I libri stimolano il nostro cervello a creare da solo immagini e situazioni, e li raccomando rispetto ai fumetti. Questi ultimi hanno però il pregio di offrire insieme spunti sia narrativi che artistici. Non fermatevi a libri e fumetti famosi, cercate la novità o le produzioni alternative che spesso godono di meno pubblicità ma sono più ricche di originalità.</li>
<li><strong>Leggere interviste ai professionisti, leggere i loro blog.</strong> Una miniera d&#8217;oro, non solo per i consigli e tutorial che ci si possono trovare, ma anche per comprendere la <em>forma mentis</em> migliore per approcciare il lavoro creativo&#8230; o scoprire che non fa per noi.</li>
<li><strong>Andare al cinema.</strong> Come i fumetti, i film offrono spunti sia artistici che narrativi. E&#8217; importante spaziare su generi e registi diversi, anche se non li preferiamo, per osservare come vengono create determinate atmosfere.</li>
<li><strong>Aquistare manuali o raccolte di illustrazione.</strong> Ce ne sono di ottimi, scritti dagli artisti per gli artisti e focalizzati su aspetti precisi, dalla figura umana all&#8217;architettura e ai mostri fantasy. Sarà quasi come fare una chiacchierata con l&#8217;autore: sicuramente a fine lettura avremo imparato qualcosa.</li>
</ul>
<p><div id="attachment_1086" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/laura_baldini_2011_prega_per_te_matita_inchiostro_su_carta.jpg"><img src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/laura_baldini_2011_prega_per_te_matita_inchiostro_su_carta-150x150.jpg" alt="" title="laura_baldini_2011_prega_per_te_matita_inchiostro_su_carta" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-1086" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Prega per te&quot; di Laura Baldini, matita e inchiostro su carta.</p></div><br />
Riassumendo, copiare una sola tecnica/stile non porta da nessuna parte. Provarne diverse e assimilare continuamente gli stimoli esterni ci sarà di grande aiuto nel nostro percorso artistico e professionale.</p>
<h4>Tu cosa ne pensi? Commenta e racconta la tua esperienza!</h4>
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		<title>Aziende che dovrebbero chiudere</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 17:07:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Urbinati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli amici di Artistiko mi segnalano questo articolo di Ninjamarketing.it in un momento in cui ero in cerca di qualcosa da scrivere. Riassumendo, si parla di come il nuovo logo del Ministero dell&#8217;Interno italiano altro non sia che un plagio eclatante del logo &#8220;French Property Exibition&#8221;. Il furto di creatività è così clamoroso che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli amici di <a href="http://www.artistiko.net/" target="_blank">Artistiko</a> mi segnalano questo articolo di <a href="http://www.ninjamarketing.it/2011/07/28/il-nuovo-logo-del-ministero-dellinterno-plagio/" target="_blank">Ninjamarketing.it</a> in un momento in cui ero in cerca di qualcosa da scrivere. Riassumendo, si parla di come il nuovo logo del Ministero dell&#8217;Interno italiano altro non sia che un plagio eclatante del logo &#8220;French Property Exibition&#8221;.</p>
<p><span id="more-1046"></span><br />
<a href="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/plagio-logo-ministero-interno.jpg"><img src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/plagio-logo-ministero-interno-300x192.jpg" alt="" title="plagio-logo-ministero-interno" width="300" height="192" class="alignleft size-medium wp-image-1047" /></a></p>
<p>Il furto di creatività è così clamoroso che non c&#8217;è stato verso di smentirlo.</p>
<blockquote><p>Come infatti ha ammesso lo stesso presidente di Inarea s.r.l, la società che, tra centinaia e centinaia di partecipanti, ha vinto il concorso per la realizzazione del nuovo logo per il Ministero dell’Interno, “il logo è identico”, però poi aggiunge “ci sono molti casi di affinità da marchi. Ma ammetto che il nostro è un caso da Guinness dei primati”.</p></blockquote>
<p>E&#8217; vero che di marchi simili ce ne saranno tanti, ma ciò che mi sconvolge di più è questo: <strong>un&#8217;azienda creativa</strong> ha vinto il concorso, ergo è stata <strong>pagata con il denaro dei cittadini</strong>, ed <strong>ha fornito un prodotto a creatività zero</strong>.</p>
<p>Viene da chiedersi che senso ha spremersi le meningi ogni giorno, studiare i dettagli e i mix di forme e colori, spintonare per partecipare ai concorsi&#8230; se poi ci si trova a competere con realtà creative che possono permettersi di non dotare i loro prodotti del requisito primario: unicità e identità. <strong>Facile appropriarsi della creatività altrui da una parte e dei soldi del cliente dall&#8217;altra!</strong></p>
<p>Aziende che si comportano così, o anche solo ci provano, a mio parere <strong>dovrebbero chiudere e mai più riaprire</strong>. Sarò crudele, ma anche il mercato dei grafici/designer lo è e certi comportamenti che lo inquinano non andrebbero lasciati correre.</p>
<h4>Sei d&#8217;accordo o la pensi diversamente? Commenta e dì la tua!</h4>
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		<title>Soddisfatti del proprio lavoro e di sé!</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 12:57:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Urbinati</dc:creator>
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<p>Quante volte accade a taluni professionisti molto qualificati al termine di una sessione di lavoro, specie del settore creativo, di sentirsi sfiniti, distrutti dalla fatica ma di riscontrare sul proprio volto uno sguardo soddisfatto: la fatica, gli sforzi e la tensione creativa sono direttamente proporzionali al senso di pieno appagamento per aver potuto esprimere il meglio di se stessi in un prodotto finale la cui valenza salta subito all’occhio, la cui bontà è evidente in primo luogo a chi la produce perché aderente al suo stile.<br/><br />
Tutto ciò produce uno stato d’animo gratificante, che arricchisce e stimola la mente in vista del prossimo viaggio creativo.</p>
<p><span id="more-1028"></span></p>
<p>Ma ciò è possibile solo se la <strong>scelta della professione</strong> è stata operata correttamente e le <strong>reali potenzialità della persona</strong> sono state collocate al giusto posto per essere esaltate e felicemente messe a frutto.</p>
<p>Infatti una delle difficoltà dell’attuale mercato del lavoro è il malcontento nato dalla scelta lavorativa sbagliata che porta con sé conseguenti rendimenti insoddisfacenti e una congrua dose di frustrazione generale che influisce sull’intera vita individuale, non solo quella professionale ma anche la sfera privata e più strettamente personale ne sono messe a repentaglio.</p>
<p><a href="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/lavoro_coach_tutor.jpg"><img src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/lavoro_coach_tutor-300x225.jpg" alt="" title="lavoro_coach_tutor" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-1036" /></a>
<p>Non è un caso che negli <a href="http://www.kijiji.it/offerte-di-lavoro/annunci-milano/">annunci di lavoro su Milano</a>, ad esempio, si riscontrino molto spesso offerte di lavoro per i cosiddetti <strong>coach</strong>, sia nell’ambito career che business coaching, ovvero professionisti che sanno <strong>trainare le persone sulla strada lavorativa giusta</strong> aiutandoli ad individuare le loro effettive competenze, a metterle a frutto nel settore adeguato accompagnandoli in un <strong>percorso di crescita professionale e personale</strong> in maniera congiunta.</p>
<p>Il coach del lavoro, al pari del life coach, in primo luogo considera la persona al fine di far emergere le sue potenzialità e le sue competenze, secondariamente passa all’azione con la definizione degli obiettivi e dell’ambiente di collocamento operativo e quindi la segue anche negli aspetti più pragmatici della ricerca stessa del lavoro.</p>
<p>Insomma, per raggiungere una meta è fondamentale individuare fin da subito il bersaglio più adeguato e poi scoccare le proprie frecce che più facilmente lo centreranno.</p>
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		<title>Responsabile del proprio lavoro</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 15:28:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Urbinati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo del lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; da un pezzo che non scrivo sul blog perchè ho intenzione di trattare un tema scomodo: la responsabilità. Quanti di noi si sentono responsabili del proprio lavoro? Il significato delle parole I giovani precari o i dipendenti esecutivisti spesso guardano con invidia i responsabili di reparto perchè sono più renumerati. E dimenticano il significato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; da un pezzo che non scrivo sul blog perchè ho intenzione di trattare un tema scomodo: la responsabilità. <strong>Quanti di noi si sentono responsabili del proprio lavoro?</strong><br />
<span id="more-1003"></span></p>
<h3>Il significato delle parole</h3>
<p>I giovani precari o i dipendenti esecutivisti spesso guardano con invidia i <strong>responsabili</strong> di reparto perchè sono più renumerati. E dimenticano il significato della loro qualifica: &#8220;responsabile marketing&#8221;, &#8220;responsabile commerciale&#8221;, &#8220;responsabile risorse umane&#8221; e così via.</p>
<p>La parola &#8220;responsabile&#8221; non gliel&#8217;hanno affibbiata a caso, dovrebbe avere un ruolo ben preciso: <strong>se qualcosa va storto nella loro area di competenza, la colpa se la prendono loro, non i sottoposti.</strong></p>
<p><a href="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/piramide_aziendale.jpg"><img src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/piramide_aziendale.jpg" alt="" title="piramide_aziendale" width="580" class="aligncenter size-medium wp-image-1016" /></a></p>
<p>Nella piramide aziendale che va dal titolare allo stagista, è previsto che <strong>ognuno si prenda la responsabilità di coloro che sono sotto di lui</strong>.<br />
Eppure troppo spesso si tende a scaricarla altrove: il caporeparto fa pressioni sugli operai che non riesce a gestire o che ne sanno più di lui, il responsabile di area scarica le inefficienze sul caporeparto e il titolare su fattori esterni all&#8217;azienda: &#8220;è colpa della crisi!&#8221;.<br />
<strong><br />
Nessuno, a nessun livello, è più responsabile di nulla</strong>: è sempre colpa di qualcun altro.</p>
<h3>Il caso Thyssenkrupp vale per ognuno di noi</h3>
<p>L&#8217;importanza di questa sentenza è stata ribadita un po&#8217; ovunque: <strong>i titolari dell&#8217;azienda sono stati ritenuti responsabili delle vite dei loro dipendenti</strong> morti nel rogo; perchè hanno deciso di metterle a rischio risparmiando sulla sicurezza.</p>
<p>Quindi un titolare d&#8217;azienda -e, in misura minore, chiunque abbia un ruolo intermedio nella piramide di comando- ha in mano non solo la produttività delle persone che comanda, ma le loro stesse vite con tutto ciò che comporta, comprese la dignità e il benessere fisico e mentale.</p>
<p><strong>La qualifica di &#8220;responsabile&#8221; o il titolo di imprenditore non possono essere fatti solo di privilegi; comprendono anche delle responsabilità</strong> alle quali un adulto serio e maturo non dovrebbe nemmeno cercare di sottrarsi.<br />
Sono le <strong>due facce della medaglia</strong>; prendere o lasciare.</p>
<h3>Responsabilità e merito</h3>
<p>Perchè nessuno si prende più le proprie responsabilità?<br />
Semplice: perchè <strong>si è persa l&#8217;abitudine di premiare gli sforzi di chi ci sta intorno</strong>, sia pure con una parola di incoraggiamento ogni tanto.</p>
<p>Anche il più benintenzionato, dopo un po&#8217; si sentirà inutile e incapace di incidere sul benessere dei colleghi o dell&#8217;azienda stessa e cederà le armi.</p>
<p>Anche i &#8220;capi&#8221; e i &#8220;responsabili&#8221;, quante volte rischiano il posto se fanno troppi errori? E quanti <strong>giovani intraprendenti e desiderosi di mettersi in gioco vengono tenuti in stato vegetativo</strong> per impedirgli di scalare la piramide e sostituire questi manager inadatti?</p>
<p>Insomma, la <strong>pressione psicologica</strong> è stata eletta a sistema per <strong>mantenere nei posti di responsabilità chi responsabile non è</strong>.</p>
<h3>Diventiamo responsabili dal basso</h3>
<p>Se siamo in fondo alla piramide come stagisti o esecutivisti, il nostro fardello di responsabilità sarà molto più leggero; ma dovremo ugualmente fare i conti con la qualità del nostro operato.</p>
<p><strong>Se il lavoro è fatto male la colpa è nostra. Punto.</strong></p>
<p>Possiamo cercare dei fattori che hanno remato contro, come una informazione inesatta o un collega distratto; ma questo non sminuisce la nostra parte: non abbiamo preso l&#8217;iniziativa di chiedere informazioni più precise o non abbiamo spronato a dovere il collega.<br />
Se <strong>agendo diversamente potevamo evitare che il problema si verificasse</strong>, la colpa è nostra. Punto.</p>
<p><a href="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/lavoro_umile_fatto_bene.jpg"><img src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/lavoro_umile_fatto_bene.jpg" alt="" title="lavoro_umile_fatto_bene" width="199" height="300" class="alignright size-full wp-image-1020" /></a>Alcune r<strong>esponsabilità</strong> possono apparire <strong>banali</strong>, ma a pensarci bene sono il <strong>fulcro su cui vive l&#8217;azienda</strong>.<br />
Cosa accadrebbe se, <strong>a prescindere dalle aspirazioni professionali</strong>, un esecutivista impaginasse volantini alla bell&#8217;e meglio o un barista non si impegnasse a preparare un buon caffè espresso?<br />
Possiamo star certi che prima o poi lo studio grafico o il locale ne risentirebbero negativamente.</p>
<h3>Il bello di essere responsabili</h3>
<p><strong>Sentirsi responsabili della qualità del proprio lavoro</strong> può apparire un&#8217;idea balzana, invece ha un sacco di vantaggi:</p>
<ul>
<li>Ci abitua a <strong>governare la nostra vita</strong>, non a farci governare dagli altri.</li>
<li>Ci aiuta a <strong>misurare i nostri limiti e a superarli</strong>.</li>
<li>Ci fa apparire <strong>professionali e capaci</strong>: persone con un <strong>atteggiamento adulto</strong> e delle quali <strong>ci si può fidare</strong>.</li>
<li>Ci permette di <strong>pretendere che chi ci sta intorno si prenda le proprie responsabilità</strong>.</li>
</ul>
<p>Nel momento in cui ci prendiamo le nostre responsabilità, <strong>non dobbiamo più temere di pretendere</strong> responsabilità dai nostri colleghi o superiori; perchè noi <strong>saremo già un passo avanti</strong> a loro.</p>
<p>Infine, ricordiamoci che <strong>responsabilità e meritocrazia viaggiano di pari passo</strong>: non possiamo aspettarci di essere premiati se non rimostriamo di <strong>avere a cuore le nostre responsabilità professionali, per quanto banali possano apparire</strong>.</p>
<h4>Sei d&#8217;accordo o la pensi diversamente? Racconta le tue esperienze nei commenti!</h4>
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		<title>Si lavora in silenzio</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 09:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Urbinati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il lavoro creativo è fatto di lunghe ore di silenzio, di chiusura al mondo per aprire la mente ad altri mondi.La fine è lontana, e mentre procedi non puoi non domandarti se gli altri si ricordano ancora di te o aspettano il tuo prossimo pezzo. Poi visiti una fiera e scopri che ti conoscono, si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/lavoro_meditativo.jpg"><img src="http://blog.furbina.it/wp-content/uploads/lavoro_meditativo-300x251.jpg" alt="lavoro meditativo" title="lavoro_meditativo" width="300" height="251" class="alignright size-medium wp-image-991" /></a>
<p>Il lavoro creativo è fatto di lunghe ore di silenzio, di chiusura al mondo per aprire la mente ad altri mondi.<br/>La fine è lontana, e mentre procedi non puoi non domandarti se gli altri si ricordano ancora di te o aspettano il tuo prossimo pezzo.</p>
<p><span id="more-990"></span></p>
<p>Poi visiti una fiera e scopri che ti conoscono, si ricordano dei tuoi lavori pubblicati su internet. Ti chiamano su Skype perchè ti hanno letto su un forum o sul blog.<br/><br />
E capisci che sei sulla strada giusta, nè peggio nè meglio degli altri artisti sulla piazza ma con le capacità per ottenere spazio, contatti e relazioni.</p>
<p>Chi lavora nei settori creativi obbliga se stesso a <strong>dare il massimo</strong> e questo è giusto: non basta essere bravi, <strong>o sei bravissimo o non vai da nessuna parte</strong>. Ma a volte questa pressione si trasforma in <strong>ansia</strong> e ci toglie la serenità che porta all&#8217;estasi creativa che è il nostro vero pane. <strong>Ci dimentichiamo che, anche se non finiremo mai di imparare, siamo dei professionisti perciò il nostro operato è (o almeno dovrebbe essere) già oltre certi standard</strong> qualitativi di composizione, luce, teoria del colore, impaginazione, ecc&#8230;</p>
<p><strong>Non lavorare per il pubblico, lavora per te stesso.</strong> Ma ricorda, nelle ore di distacco dal mondo, che là fuori c&#8217;è sicuramente qualcuno in attesa del tuo prossimo piccolo capolavoro.</p>
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