Intrattenimento | maggio 23, 2010
Ebook vs libri stampati: gli editori “chiedono” la pirateria
Oggi mi sono imbattuta in un libro sul game design, così promettente da volerlo comprare online.
In casa, lo spazio per i libri è finito da un pezzo, perciò trattandosi di un testo “di studio” ho voluto valutare l’acquisto dell’ebook digitale.
Morale della favola? Il libro è già costoso di per sè… ma l’ebook (zero costi di stampa e di distribuzione) costa ancora di più del cartaceo! Com’è possibile?!
Mi sono talmente scaldata da condurre una breve indagine online, e ne è emerso un quadro desolante: gli editori non vogliono perdere i guadagni sui libri cartacei, perciò mantengono artificialmente alti i prezzi degli ebook, al punto da renderli sconvenienti.
Il bello è che se dal prezzo gonfiato di un ebook si sottrae la percentuale per l’autore e i bassissimi costi di distribuzione online, rimane un bel po’ di grasso che cola.
Ok, ci sono le spese di marketing… ma se così fosse, perchè pesano tutte sull’ebook e non sono spalmate tra ebook e versione cartacea?
In definitiva comprando un ebook -magari farcito di fastidiose protezioni DRM- regalo soldi agli editori. Ovvio che in molti, a questo punto, si sentano costretti ad acquistare la versione cartacea anche se non è il prodotto di cui avevano bisogno.
E il progresso tecnologico si ferma. O almeno, questo è ciò che agli editori piacerebbe.
La realtà è che la gente vuole i testi digitali, laddove servono per studio o consultazione e non rappresentano pietre miliari tali da meritare un posto vitalizio sulle mensole di casa.
Perciò, se gli editori non provvedono a soddisfare la domanda in modo collaborativo e trasparente, il pubblico si rivolgerà spontaneamente alle copie pirata o al mercato creative/commons e indipendente.
A quel punto sarà inutile lamentarsi della pirateria editoriale: l’avranno creata gli editori stessi.




















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