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Diventare illustratori

Scritto da berenice VonCalypso.

Questa professione è affascinante e tutt’altro che banale. Chi fa l’illustratore infatti non solo deve saper disegnare ma nell’arco della sua carriera acquisisce competenze e conoscenze molto approfondite, in base alle committenze che ha ricevuto. Ad esempio il mio maestro Franco Testa è un grande esperto di barche (a vela e vascelli), di natura ed animali. I suoi colleghi, Massimo Demma e Giorgio Pomella sono grandi esperti, rispettivamente, di pesci e balene e fiori, architettura e macchinari per la fabbricazione del vino.

Per diventare e definirsi illustratori bisogna essere veramente appassionati al disegno ed essere persone curiose e pazienti.
Altra caratteristica, che secondo me può essere sottovalutata, è che bisogna essere capaci di stare soli. Quando fai un illustrazione infatti sei solo con essa e spesso e volentieri lavori nel tuo studio, da solo. Questo perché bisogna essere concentrati su quello che si fa, c’è bisogno di pace e serenità nell’ambiente e per questo sarà difficile trovare un ufficio di illustratori, come succede invece in aziende di altri settori. Insomma, se il vostro obbiettivo è lavorare in team ed a contatto con le persone, l’illustrazione non fa per voi.

L’illustrazione: tecniche e competenze
Vediamo ora di conoscere l’illustrazione. Le illustrazioni, in generale si dividono in:

A- Fantastica ed umoristica (FICTION)

1. Vignette per giornali.
2. Illustrazioni di libri per bambini.

B- Realistica (NON FICTION)

1. Naturalistica.
2. Architettonica.
3. Tecnica.
4. Medica.
5. Divulgativa.

Le tecniche con cui realizzare un illustrazione sono diverse:

Incisione (Lito e xilografia).
Carboncino, pastelli e gessetti.
Matita (o lapis).
Acquarello.
Acrilico.
China.
Olio.
Digitale.

Tutte queste tecniche possono anche essere usate assieme. Ogni tecnica si presta ad un determinato risultato.

Ma la base dell’illustrazione, qualunque tipo di illustrazione vogliate fare e qualunque tecnica vogliate usare si basa su un elemento principale: saper disegnare ed amare il disegno.
Con il saper disegnare io intendo saper rappresentare: oggetti, persone, animali e piante nonché gli elementi della natura come l’acqua, il cielo, il fuoco e la terra. Per questo dico che bisogna amare il disegno perché rappresentare tutte queste cose con le tecniche più congeniali al risultato che si vuole ottenere necessita di esercizio, studio e sperimentazione continui e perseveranti. Anatomia e disegno tecnico sono alla base dell’illustrazione, anche se fate illustrazioni digitali.

Lo stile dell’illustratore
A differenza degli architetti e dei grafici l’illustratore è un semiartista. “Semi” nel senso che gli vengono commissionate delle opere ed ha delle scadenze; “artista” nel senso che, a differenza degli architetti dei grafici e dei webdesigner, l’illustratore finisce sempre con l’acquisire uno stile e delle cifre grafiche che lo contraddistinguono dagli altri illustratori, qualunque sia il soggetto della sua opera.
La questione dello stile però non è qualcosa da prendersi come un obbiettivo: può piacervi la cifra grafica di un particolare autore o del vostro professore ed è positivo che vi impegnate ad imitarlo ma presto acquisirete un vostro stile personale, vostro, identitario. Sperare di riuscire a diventare copia del vostro “mentore” non è solo impossibile ma anche stupido.

Diventare illustratore
Ora vi chiederete come diventare illustratori. Quali scuole, quali percorsi: in realtà diventare illustratori si può fare sia da autodidatti che frequentando una scuola, a meno che non vogliate cimentarvi con tecniche particolari come l’incisione.
Il liceo artistico è una buona base anche se, in base alla riforma della scuola, il corso tradizionale (di 4 anni) sta scomparendo e i nuovi corsi sperimentali stanno dimenticando cosa significhi disegnare. E’ comunque una buona base perché l’offerta formativa è incentrata sull’arte.
Dopo le superiori invece l’offerta è molteplice: da design della comunicazione, per chi vuole sapere come comunicare efficacemente e lavorare con le agenzie pubblicitarie; all’accademia di belle arti, per chi preferisce un approccio classico al disegno; fino alla scuola del fumetto di Milano che è l’unica scuola “professionale” che presenta un corso in illustrazione medica. Seguire un corso è molto importare per coloro che sentono il bisogno di una guida e magari sono ancora giovani.

Da autodidatti invece si deve:

1. Acquistare un buon manuale di disegno tecnico (tipo quelli delle superiori) per tutto ciò che riguarda la prospettiva e la geometria, e un buon libro di anatomia per quanto riguarda la rappresentazione dell’essere umano.
2. Acquistare materiale per il disegno (squadre, righe, carta, matite acquerelli pennelli e china etc etc).
3. Accompagnare lo studio delle basi di disegno, comprensivo di tavole sia per il disegno tecnico che per l’anatomia, a sperimentazione pratica copiando foto o facendo copia dal vero di qualsiasi cosa.

Tutto questo in maniera sistematica e perseverante.

Entrare nel mondo del lavoro
Nota dolente, questa, ma non impossibile. Soprattutto se dotati di passione, entusiasmo e tenacia. Innanzi tutto è importantissimo presentarsi e presentare bene ed in maniera adeguata il proprio lavoro. Non vi darò ora istruzioni su come fare il portfolio in pratica ma un consiglio molto semplice: il porfolio deve mettere in evidenza la bellezza dei vostri lavori, deve essere per questo sobrio e ben strutturato. Deve contenere i disegni e le illustrazioni, ma anche gli schizzi preparatori che vi sembrano più riusciti, e mettere quelle che non vi piacciono, per fare numero. E’ bene fare anche un cd da lasciare in sede di colloquio o spedire come candidatura.
Il curriculum e il cd si può mandare a case editrici e agenzie di pubblicità o studi di architettura o riviste specializzate, oppure si può partecipare a concorsi e mostre specifiche come la mostra degli illustratori che si organizza ogni anno in occasione e nella stessa sede della Fiera Internazionale del libro illustrato per ragazzi di Bologna, Sarmede in provincia di Treviso, Associazione Culturale Teatrio di Chioggia-Venezia.
Ma è partecipando alla prima, ovvero la mostra degli illustratori di Bologna, che ci si mette in contatto con il resto del mondo. Anche solo andare a visitare la fiera, senza candidarsi alla mostra significa poter acquisire una visione d’insieme di tutto il mondo editoriale della Terra. Dall’occidente al sol levante e dal nord al sud, ogni paese che abbia almeno una casa editrice per bambini e ragazzi è presente. E sono presenti anche illustratori di moltissime nazionalità. Importante strumento di consultazione della mostra sono gli annual (fiction e non fiction) ovvero il catalogo degli illustratori selezionati nella mostra, le cui opere finiranno anche in Giappone verso la fine dello stesso anno del’edizione della mostra. E la guida degli espositori che fornisce gli indirizzi di tutte le case editrici che hanno partecipato alla fiera.
Le altre due associazioni promotrici di concorsi per illustratori sono più che altro a livello nazionale.

Conclusioni
Penso di aver detto tutto ciò che è importante su questo splendido mestiere. Un mestiere che però non possono fare tutti, come ho evidenziato nei vari paragrafi, in quanto necessità non solo di talento ma anche e soprattutto di passione, perseveranza ed entusiasmo, nonché umiltà e curiosità. Potete scrivermi, chiedermi info, proporre articoli ed interviste ad autori che conoscete e che reputate abbiano da dire qualcosa di importante per questo mestiere.

  • Serena Stelitano

    Grazie infinite per questo interessante compendio: ha illustrato (ça va sans dire!) puntualmente le gioie e le dolenti note del mestiere che vorrei fare.
    Un saluto!