Vita da creativi | settembre 20, 2011
Creatività: come creare il proprio stile

Questo post nasce da una discussione tra ex-allievi dell’Istituto d’Arte di Urbino, quando Laura Baldini ha pubblicato su Facebook un video di Toccafondo.
La tecnica e la poetica di Toccafondo mi riportano a scuola ad Urbino… ricordo che in molti si copiava la sua tecnica… e lo stesso modo di utilizzare i colori e farli ‘vibrare’ così.
La distinzione tra copiare o ispirarsi è spesso l’osso duro di ogni artista esordiente, prima o poi ci passano tutti. Ma non è una fase negativa, anzi la ritengo fondamentale per un sano sviluppo creativo.
Scegliere la tecnica
Dal punto di vista tecnico, copiare i procedimenti altrui è un utile esperimento per capire qual’è quello più adatto a noi. E mentre proviamo acquistiamo manualità e precisione. Una volta provati un certo numero di tecniche, potremmo anche mischiarle o inventarne una nuova, con forme, materiali o passaggi mai provati prima.
A volte l’affinamento di una particolare tecnica è dovuto a situazioni logistiche o personali.

Verrete assimilati
Lo stile non c’entra niente con la tecnica, ma gli dà quel tratto distintivo e personale che fa la differenza tra un artista e l’altro. E’ inutile cercare di riprodurre lo stile del nostro manga preferito, anche se pensiamo che abbia i disegni più belli del mondo. Per sperare di fare un minimo di carriera artistica, dobbiamo sperimentare 10, 100, 1000 stili diversi e fagocitare altrettante produzioni altrui.
Proprio come i temuti borg di Star Trek, la parola d’ordine è assimilare più dettagli possibili e confidare nella straordinaria capacità del nostro cervello di sintetizzare la marea di informazioni che riceve. Nel migliore dei casi questo processo naturale richiede anni, e così dev’essere. E’ uno dei motivi per cui diventare illustratori o creativi professionisti è così complicato.
Studiare e documentarsi
Uh, che parole noiose!
Non è poi così male… a patto che vogliate davvero trasformare il vostro hobby in professione. Il punto è che si può anche imparare con tanta pratica, ma la strada diventa molto più semplice quando alcune indicazioni ci vengono fornite papali papali da un mentore. Per semplificare, ecco alcune occasioni di assimilare tipiche della vita quotidiana:
- Leggere libri e fumetti. I libri stimolano il nostro cervello a creare da solo immagini e situazioni, e li raccomando rispetto ai fumetti. Questi ultimi hanno però il pregio di offrire insieme spunti sia narrativi che artistici. Non fermatevi a libri e fumetti famosi, cercate la novità o le produzioni alternative che spesso godono di meno pubblicità ma sono più ricche di originalità.
- Leggere interviste ai professionisti, leggere i loro blog. Una miniera d’oro, non solo per i consigli e tutorial che ci si possono trovare, ma anche per comprendere la forma mentis migliore per approcciare il lavoro creativo… o scoprire che non fa per noi.
- Andare al cinema. Come i fumetti, i film offrono spunti sia artistici che narrativi. E’ importante spaziare su generi e registi diversi, anche se non li preferiamo, per osservare come vengono create determinate atmosfere.
- Aquistare manuali o raccolte di illustrazione. Ce ne sono di ottimi, scritti dagli artisti per gli artisti e focalizzati su aspetti precisi, dalla figura umana all’architettura e ai mostri fantasy. Sarà quasi come fare una chiacchierata con l’autore: sicuramente a fine lettura avremo imparato qualcosa.
Riassumendo, copiare una sola tecnica/stile non porta da nessuna parte. Provarne diverse e assimilare continuamente gli stimoli esterni ci sarà di grande aiuto nel nostro percorso artistico e professionale.














