Intrattenimento | giugno 10, 2008
Acquistare musica e DVD: il prezzo giusto
Mi sento fortunata, perchè vivo in un’era di forti evoluzioni e cambiamenti. Ho visto cambiare i mezzi di comunicazione, e con essi i supporti, i metodi di vendita, i prezzi.
Da alcuni anni a questa parte, complice l’avvento del P2P che ha reso più semplice gli scambi di contenuti digitali a prescindere dal copyright, i consumatori si sono “svegliati” e hanno capito che i nuovi contenuti digitali costano troppo, veramente troppo.
Premetto che ho effettuato alcune indagini piuttosto approfondite, il testo che segue è redatto anche sulla base di informazioni provenienti “dall’interno” della industry.
Musica
Se i maggiori rivenditori di musica online, iTunes in testa, vendono singole tracce a 99 centesimi guadagnandoci tranquillamente sopra, possiamo valutare un prezzo onesto per un CD.
Prendendo come riferimento i 99 centesimi, aggiungendo i costi di packaging e distribuzione possiamo assumere che ogni brano su CD dovrebbe costare 1 euro, al massimo 1,2 euro. Di più è un furto. Moltiplicando questo prezzo per il numero di brani contenuti in un CD, possiamo capire se stiamo pagando il giusto o se stiamo regalando soldi. Per esempio, un CD con 10 tracce costerà tra i 10 e i 12 euro, un CD con 14 tracce può arrivare a costare 16,8 euro.
In effetti i prezzi di mercato si sono assestati grosso modo su queste cifre, ma c’è un grosso “ma”. La maggior parte dei nuovi CD immessi sul mercato sono “greatest hits”, cioè raccolte di canzoni già vendute in precedenza; oppure contengono solo 2 o 3 brani inediti, il resto sono vecchie canzoni riarrangiate o reinterpretate.
Personalmente, ritengo che i prezzi sopra citati abbiano senso solo se i costi di produzione del CD sono stati sostenuti dalla A alla Z, compresa l’ideazione di nuove melodie e parole. Piuttosto che spendere 15 euro per un greatest hits, quando la maggior parte dei brani la si possiede già in edizione normale, si potrebbe valutare l’acquisto a un prezzo più basso di un CD di un autore o un genere sconosciuti, magari facendosi consigliare da un amico.
In questo modo non solo faremmo capire ai produttori che è inutile riciclare gli stessi artisti e canzoni, ma allargheremo i nostri orizzonti e gusti musicali.
DVD
Per i DVD possiamo seguire un ragionamento molto simile a quello appena discusso per i CD musicali. I DVD che troviamo a 9,90 euro (e in alcuni casi anche meno) nei cassoni delle offerte speciali permettono già a tutta la filiera di guardagnare: dal produttore al negoziante.
Possiamo stabilire quindi un prezzo onesto di circa 10 euro a disco, inteso come supporto. Una comune confezione DVD a disco singolo non dovrebbe costare più di 12 euro, mentre una confezione doppia potrebbe arrivare a 14 euro, 15 al massimo (il costo di produzione del secondo DVD viene in parte assorbito dal primo).
Per esempio, mi sono imbattuta più di una volta in confezioni di serial TV dal prezzo piuttosto alto ma che, a conti fatti, costavano 9 euro a supporto e la cifra finale era dovuta al numero totale di dischi, più alto della media.
In conclusione, anche per quanto riguarda i DVD occorre un minimo di attenzione: spendere 17 euro per l’edizione a disco singolo dell’ultimissimo film uscito significa regalare molti più “euro per copia” di quanto effettivamente non valga il prodotto, al di là di quanto possa piacere la storia o l’eroe di turno.



















